Palazzi

Architetture civili 

Palazzi 

Statua originaria dellaFontana del Nettuno, a Palazzo Thun
  • Case Cazuffi-Rella - Gli affreschi delle due case sarebbero state commissionate da Tommaso Cazuffi in occasione della visita nel 1535 di Ferdinando I d'Austria imperatore dei Romani.
  • Palazzo delle Albere - palazzo di stile rinascimentale, fu costruito intorno al 1550 per volere della famiglia Madruzzo, che resse ilPrincipato di Trento per un secolo. Pur essendo una residenza di rappresentanza, esso presenta fortificazioni ed elementi architettonici di difesa, come le quattro torri angolari. Fu villa di campagna suburbana dei Principi-Vescovi, sino al completo abbandono dal secondo dopoguerra in poi. Dopo l'acquisto negli anni settanta del XX secolo da parte della Provincia autonoma di Trento, ospita oggi la sede di Trento del Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto - MART.
  • Palazzo Pretorio - situato in Piazza del Duomo, tra il Castelletto e la Torre Civica, fu l'antica e prima residenza vescovile (fino alla metà del XIII secolo). Orlato da una merlatura e decorato con bifore, accanto ad esso è stata costruita la Torre Civica. Ora ospita il Museo Diocesano Tridentino.
  • Palazzo Thun (attuale sede del municipio) – in via Belenzani 19, palazzo di rappresentanza della famiglia Thun, originaria della Val di Non, che riunì in un unico complesso una serie di edifici preesistenti nella metà del XV secolo. Ha subito una trasformazione notevole nel 1830, quando venne profondamente restaurato secondo il gusto neoclassico per volontà del conte Matteo Thun.
  • Palazzo Geremia – in via Belenzani 22, edificio costruito verso la fine del Quattrocento dallo stile rinascimentale all'esterno e tardo gotico negli ambienti interni. Ora è di proprietà del Comune e ospita l'ufficio del sindaco e manifestazioni culturali. Sulla facciata sono ritratti diversi personaggi quali Marco Curzio ritratto su un cavallo bianco (al primo piano a sinistra della quadrifora), Muzio Scevola (a destra della stessa quadrifora) e Curio Dentato. Al livello inferiore vi sono la ruota della fortuna e l'alabardiere.
  • Palazzo Sardagna – in via Calepina 14 palazzo di proprietà della Provincia autonoma di Trento, venne edificato nel Cinquecento e ristrutturato nel Settecento per volontà della famiglia Sardagna, il cui stemma familiare è dipinto nella volta dell'atrio. Ospita la sede del Museo tridentino di scienze naturali. Uno dei tre putti, che appaiono nella Sala Costantino, è stato ritratto con tonalità particolarmente scure, cd. angioletto negretto, che secondo la leggenda sarebbe il frutto di un miracolo verificatosi mentre l'autore, il vicentino Marcello Fogolino, dipingeva l'affresco.
  • Palazzo Lodron - costruito nel periodo del Concilio di Trento (attorno al 1570) da Ludovico Lodron, ospita un ciclo pittorico che si estende su tutte le sale più importanti dell'edificio. Sede del Tribunale Amministrativo Regionale di Trento.
  • Palazzo Salvadori – in via Manci 119, uno dei primi esempi di architettura civile rinascimentale a Trento. Venne costruito dal maestro lombardo Lucio Tosani, nel periodo clesiano a partire dal 1515. Attorno alla metà del XVIII secolo furono affissi due medaglioni in pietra sulla facciata per celebrare ilmartirio di S.Simonino di Trento, il bambino che si riteneva falsamente vittima di un rituale ebraico nella Pasqua del 1475. Questo episodio, forse il più negativo della storia della città, causò la cacciata della piccola comunità ebraica di Trento, che aveva nel palazzo la propria sinagoga i quali locali sono ancora visibili a livello semi-interrato lungo il vicolo al Vò con tanto di stele commemorativa. La cappella del Santo, invece, si trova presso il Palazzo Bortolazzi ed è attualmente occupato da una gioielleria.
  • Palazzo Galasso o Del Diavolo (Ca del Diaol)- sito in via Manci 99 e fatto costruire nel 1602 da un discendente della potente famiglia di banchieriFugger; così chiamato, secondo la leggenda, citata anche da Goethe[22], a causa di una scommessa vinta dal Fugger contro Mefistofele[23].
  • Palazzo Roccabruna – in via SS.Trinità 24, parte di un accorpamento di varie unità edilizie avvenuto a metà del XVI secolo, con cortile, salone affrescato e cappella affrescata dedicata a san Gerolamo. Nel medesimo edificio sorge al piano terra l'Enoteca Provinciale che ospita mostre e degustazioni di vini tipici locali.
  • Palazzo Calepini - il palazzo prende il nome dalla nobile famiglia che si insediò nel XV secolo.
  • Palazzo Ghelfi – in piazza Pasi 21, prende il nome dalla famiglia che nel corso del quattrocento si insediò nella città di Trento.
  • Palazzo Cazuffi – in via Oss Mazzurana 45, sito nella contrada di San Benedetto è di origine rinascimentale. Della ricca decorazione pittorica che interessava l'intero palazzo rimane la parte superiore e la fascia marcapiano. Da non confondere con le Case Cazuffi di piazza Duomo.
  • Palazzo Balduini – in piazza Duomo 30, di origine medioevale è affrescata da un pittore "astrattista" ignoto. Ospita un'osteria tipica locale.
  • Casa Torre Mirana – in via Belenzani 21, una delle più antiche costruzioni del Sass, di origine medioevale è stata rimaneggiata nel Rinascimento dalla famiglia Mirana.
  • Palazzo Migazzi Ciani – in via Manci 158 il vasto edificio rinascimentale appartenne alla famiglia Migazzi di Cogolo in Val di Pejo. Ospita un cinema.
  • Palazzo Trautmannsdorf – in piazza Sanzio ad angolo con via Suffragio, si estende tra piazza Mostra e via Suffragio e si affaccia su piazza Raffaello Sanzio; assunse le sembianze attuali nel corso del Seicento per opera dei conti tirolesi Trautmannsdorf. Precedentemente apparteneva alla nobile famiglia Particella; dopo i conti passò ai baroni Salvadori.
  • Palazzo Alberti Quetta Colico – in via Belenzani 30, accanto a palazzo Geremia deriva dalla fusione di due nuclei edilizi precedenti, presenta una facciata affrescata a candelebra e affreschi che vanno dal periodo trecentesco a quello cinquecentesco.
  • Palazzo Civico - (o municipio vecchio) accanto a palazzo Alberti Quetta Colico, era l'antica sede del Magistrato consolare. Sul tetto sta scritto un motto (in latino) attribuito a S.Bartolomeo che, tradotto, suona più o meno così: el sass me gavè dà l'arzent e l'nom de Trent (la montagna ci ha rifornito di argento e del titolo di Trento).
  • Palazzo Consolati - in via S.Maria Maddalena 1 dove si riunivano i membri "dell'Accademia degli Accesi" per contendere il titolo di lezù (= intellettuali) a quelli degli Agiati di Rovereto.
  • Palazzo del Monte – in via Suffragio 93, costruito nel 1519 al "Cantone" (tra via Suffragio e via San Marco), è affrescata con le fatiche di Ercole e con uno stemma di Massimiliano I.
  • Palazzo della Filarmonica – in via Verdi 30, all'interno la sala per stagione concertistica della Società della Filarmonica.
  • Palazzo Firmian – in via Galilei 1, di origine rinascimentale; nel palazzo nacque Carlo G.Firmian, governatore della Lombardia (dal 1759), protettore di letterati e poeti e uno dei valorizzatori del giovane Mozart. Ora e sede della Cassa di Risparmio.
  • Palazzo Larcher Fogazzaro – in via Mazzini 10, edificio del tardo barocco trentino eretto dalla nobile famiglia Guarinoni. Il portale presenta due giganti che reggono il balcone sovrastante. Attiguo si può scorgere un frammento delle mura medievali, residuo dei lavori di rimozione lungo via Verdi.
  • Palazzo Pilati – in via Oss Mazzurana 38, presenta un interessante facciata gotica risalente al XV secolo.
  • Palazzo Saracini Pedrotti – in via Manci 57, di gusto rinascimentale è stato sopraelevato nel 1862. Ora sede della S.A.T. (da non confondere con la S.O.S.A.T. avente sede in palazzo Bortolazzi).
  • Palazzo Tabarelli – in via Oss Mazzurana 65, costruito nel 1515 prende il nome da chi ne ordinò la costruzione. Anche detto "Palazzo dei Diamanti": così infatti lo battezzarono i Trentini, per la sua facciata rilucente di diamantini riflessi. Sulla facciata sono scolpiti 22 profili di personaggi storici locali (l'ultimo a destra al primo piano è Bernardo Clesio).
  • Palazzo Trentini – in via Manci 83, originariamente dei baroni Trentini, il palazzo fu costruito verso la metà del secolo XVIII, sede del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento.
  • Palazzo della Prepositura - a lato della chiesa di Santa Margherita, qui abitò Enea Silvio Piccolomini.
  • Palazzo della Provincia – in piazza Dante, sede della Presidenza e della Giunta della Provincia Autonoma di Trento. All'interno vi sono decorazioni di Fortunato Depero.
  • Palazzo ex collegio dei Gesuiti – in via Roma, acquistato nel Seicento dai Gesuiti è ora la sede della biblioteca comunale di Trento inglobando una vecchia sala cinematografica, tuttora visibile in via Torre Verde 28.
  • Palazzo A Prato – di origine cinquecentesca era la dimora dei baroni A Prato, demolito per fare posto al:
  • Palazzo delle Poste – (1929-1934) in piazza Vittoria, edificato nel periodo fascista ingloba la parte posteriore del Palazzo a Prato.
  • Palazzo Voltolini - in piazza Vittoria(lato nord), risalente al XVII secolo ora è sede del Genio Civile.
  • Palazzo del Tribunale di Trento – in via S.Francesco, costruito nel 1876 ospita il Palazzo di Giustizia e le carceri giudiziarie.
Il Palazzo Vescovile in Piazza Fiera a Trento
  • Palazzo della facoltà di Sociologia – in via Verdi 32, dal 1962 sede della facoltà di sociologia. Anteriormente era una scuola (1889).
  • Palazzo Ranzi – in piazza S.Maria 31, costruita in stile neorinascimentale (lesene in granito rosa di Fiemme) sulla quale facciata sono state collocate una serie di busti marmorei rappresentanti 15 personaggi trentini: dal basso a sinistra: Andrea Pozzo (architetto gesuita), Francesco Oradini (scultore), Gianbattista Lampi (pittore), Francesco Guardi (pittore), Fede Galizia (pittrice), Bianca Laura Saibanti (poetessa roveretana), Niccolò Dorigatti (pittore), Andrea Rensi (pittore), Antonio Tita (naturalista), Aliprando Caprioli(incisore); al secondo piano da sinistra: Andrea dell'Aquila (pittore e scultore), Vincenzo Vicentini (pittore), Alessandro Vittoria(scultore), Vigilio Rubini (scultore) e Bernardo di Santagnese (religioso).
  • Palazzo Vescovile – nel lato est di piazza Fiera, costruito su progetto di Ignazio Liberi per la famiglia Ceschi, usufruendo di alcune strutture della seicentesca villa extraurbana dei Particella, poi Cannella, che a sua volta era sorta nel luogo delle due casupole cinquecentesche. Dalla residenza dei Particella, detta secondo leggenda, "La favorita", rimane il portale a larghe bugne bianche e rosse che serve il giardino. Dal 1921 è residenza arcivescovile e sede della Curia.
  • Ex Casa Littoria – in Largo Porta Nuova, edificata nel 1938, raffigura su una porzione della facciata un altorilievo di un uomo a petto nudo mentre indossa un mantello con una mano alzata, nell'altra impugna un fucile e una vanga, sopra il quale si erge un poggiolo con un falco scolpito sul parapetto. Verso la sommità del palazzo sono presenti due sostegni tra i quali si trovava un fascio.
  • Palazzo Nogarola-Guarenti – in via Oss Mazzurana 1 del XVI secolo ospita attualmente dei grandi magazzini. Al primo piano salta all'attenzione un grazioso sporto a due piani con tanto di poggiolo in ferro battuto.
  • Molino Vittoria – in via Verdi risalente al 1912, inizialmente adibito alla lavorazione dei cereali mutò frequentemente uso e destinazione. Ora è di proprietà dell'università di Trento che ne ha riservato alcuni locali ad uso biblioteca. La facciata sud presenta due interessanti statue dedicate a Cerere, dea dei cereali e delle messi (nell'angolo ovest), eMercurio, dio delle merci e protettore dei commercianti (nell'angolo est).
  • Villa Tambosi - a Villazzano di Trento ora sede della sezione trentina del European Centre for Theoretical Studies in Nuclear Physics and Related Areas (ECT).
  • Mausoleo di Cesare Battisti sul Doss Trento - sulla collina (308 m s.l.m.) che si erge in riva destra dell'Adige è stato costruito il Mausoleo dedicato a Cesare Battisti: 16 colonne di marmo alte 14 metri su basamento circolare. Il Doss Trento ospita anche il Museo degli Alpini. Accanto sono presenti i resti di un'antica chiesa paleocristiana del IV secolod.C.
  • Albergo Cavour, in piazza S.M.Maggiore 21, la facciata convessa domina la parte più suggestiva della piazza, costruito nel sec. XVI attualmente ospita la Birreria Rosa d'oro.
  • Ex Complesso degli Agostiniani (XVI sec.) in v. S.Marco, angolo v.S.Maria, ospitava l'omonimo ordine, attualmente è un parco pubblico.

Interessanti le numerose case affrescate di piazza Duomo e in altre vie delle città. Sono esempi dell'architettura residenziale trentina e ne costituiscono la maggior parte di abitazioni in centro, le case a schiera di tipo monocellulare, che si elevano, di solito, sino a 3 piani fuori terra. Priva di elementi decorativi di rilievo, conserva tuttora l'impianto tipico con l'androne e bottega al piano terra, corpo scale ligneo a due o più rampe e vani superiori prospicienti sulla via (soggiorno e zona notte, mentre cucina e latrina sono sistemate sul fondo).

Fonte Wikipedia